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Ecomuseo Val di Peio

Piccolo Mondo Alpino

L'ecomuseo è un patto con il quale una Comunità si prende cura del proprio territorio.
L'Ecomuseo coincide nella sua estensione con la Val di Peio, valle racchiusa dalla splendida corona di monti del Gruppo Ortles Cevedale nel Parco Nazionale dello Stelvio.
Gli abitanti della Valeta, nome locale per la Val di Peio, sono distribuiti fra sette piccoli paesi, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità. Questa piccola valle è stata riconosciuta come ecomuseo grazie alle iniziative che la sua popolazione ha intrapreso per riappropriarsi delle proprie radici culturali.
L’Ecomuseo della Val di Peio “Piccolo Mondo Alpino” è nato nel 2002 con lo scopo di valorizzare al meglio le peculiarità della valeta: l’agricoltura e l’allevamento, il legno e le lavorazioni artigianali, l’edilizia rurale e la religiosità, l’acqua come fonte di ricchezza e di vita.
Promuovere la cultura locale e il senso di identità, orientare la vocazione turistica della valle verso modelli sostenibili sono degli obiettivi perseguiti cercando di coinvolgere gli abitanti e le diverse realtà che operano nel territorio.

Comasine attorno al quale gravitava l'antica attività mineraria di estrazione e lavorazione della magnetite;
Strombiano cuore dell'Ecomuseo con casa Grazioli, significativa testimonianza dello stile dell'abitare contadino nel corso dei secoli, e con i ruderi della Casacia, antica torre medievale;
Celentino con la "Casa dell'Ecomuseo", sede di LINUM, associazione di ricerca etnografica fondata nel 1998 quale acronimo di "Lavorare insieme per narrare gli usi della montagna" nonché rimando alla pianta da fibra tessile. Da Celentino si può raggiungere l'antico baito di Malga campo, ora museo;
Celledizzo, caratterizzato dalle numerose fontane e dai tradizionali masi con avvolti aperti e grandi travature lignee. Sede del Museo etnografico del legno e dei laboratori di intaglio;
Cogolo capoluogo comunale, la cui chiesa parrocchiale del XIII secolo riporta sulla facciata nord un pregevole ciclo di affreschi realizzati da Giovanni Angelo Valorosa nel 1643;
Peio Fonti, località di villeggiatura famosa già dal diciassettesimo secolo grazie alle benefiche proprietà delle sue acque oligominerali;
Peio Paese, terrazza panoramica dominata dal colle di San Rocco, con il Museo della Guerra e l'ultimo caseificio turnario del Trentino.