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Da Stavelin a Malga Saline

Passeggiata tra archeologia e tradizioni

Il semplice ma suggestivo itinerario è caratterizzato dalla panoramica e incantevole vista sulla Val di Peio e dalla varietà di ambienti attraversati: zone umide, boschi misti, praterie alpine e alpeggio. Si transita inoltre in un’area di interesse archeologico, testimonianza della remota presenza dell’uomo.
Si parte dalla stazione a monte della cabinovia Pejo Fonti - Tarlenta, in località Stavelin (mt. 2000), raggiungibile a piedi oppure servendosi della cabinovia (da giugno a settembre).

Dislivello: 270 m
Tempo: 2,5 h
 
Da Stavelin a Malga Saline

Raggiunta la località Stavelin sul Monte Tarlenta (mt. 2000), si scende un centinaio di metri lungo la strada forestale che percorre l’invernale pista da sci, per poi imboccare a sinistra il sentiero n. 127 in direzione Gaggio - Malgamare. Seguire le medesime indicazioni anche ai successivi due bivi, attraversando il suggestivo bosco misto di larice, abete e cirmolo, fino a raggiungere la località Gaggio (mt. 1950): da qui partono le condotte forzate, ora interrate ma un tempo in superficie, che fanno precipitare le acque provenienti dalla Val de la Mare fino alla centrale idroelettrica di Pònt. Proseguendo circa 200 metri, il n.127 va a incrociare la stradina segnata col numero SAT 105: imboccare quest’ultima seguendo le indicazioni per Malga Saline. Salendo lungo i due tornanti, il pascolo si fa spazio tra il bosco luminoso e le brillanti fioriture di rododendro, in una zona ad elevato interesse faunistico e naturalistico. Da Malga Saline, tuttora utilizzata per la monticazione del bestiame, si può godere di un notevole panorama sulla Val de la Mare, e nelle radure adiacenti l’edificio non è così raro scorgere caprioli, cervi e camosci. Da qui, seguendo le indicazioni per il Rifugio Doss dei Cembri, si sale lungo il sentierino fino al “Sass de le Strie” (mt. 2220), nella prateria alpina della località Seròden: si tratta di un grosso masso che sulla sua superficie riporta alcune incisioni ad opera dell'uomo, a forma di coppa o scodella, di dimensioni variabili. Ancora ignota è la funzione di queste coppelle, anche se si ipotizza un utilizzo in rituali legati alla superstizione. A questo punto si ridiscende lungo la strada sterrata che percorre il tracciato della pista da sci verso il Rifugio Scoiattolo fino alla località Stavelin.
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