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Monitoraggio della biodiversità animale in ambito alpino

Durata: 2013-2014
Area interessata dalla ricerca: Parco Nazionale dello Stelvio
Enti partner:
Vegetazione: Università degli Studi di Milano - Dip. di Bioscienze - resp. Dott. Marco Caccianiga
Invertebrati epigei e coordinamento invertebrati: Museo delle Scienze di TN - resp. dott. Mauro Gobbi
Lepidotteri e Ortotteri: Cooperativa Arnica - resp. dott. Roberto Sindaco e Luca Cristiano
Avifauna: resp. dott. Enrico Bassi
Coordinamento generale: Servizio Conservazione del Parco Nazionale dello Stelvio

Il progetto di monitoraggio della biodiversità animale in ambiente alpino, ha lo scopo di mettere in evidenza le variazioni nel tempo della ricchezza e della diversità specifica e di verificare i legami esistenti tra queste variazioni e le trasformazioni ambientali e del clima. Il progetto è svolto non solo nel Parco Nazionale dello Stelvio ma anche da Parco Nazionale del Gran Paradiso, Parco Nazionale Val Grande e Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.
Le aree protette di montagna, e quelle alpine in particolare, possono essere uno scenario adatto a questo tipo di studio perché altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici, relativamente imperturbate da altri fattori esterni e per la presenza di personale di vigilanza con un contatto diretto e continuo con il territorio.
Scopo principale del monitoraggio è quello di analizzare l’importanza dei parametri micro-climatici e ambientali nella distribuzione dei diversi gruppi animali, individuare tipologie ambientali e taxa potenzialmente vulnerabili ai cambiamenti climatici, porre le basi per un monitoraggio a lungo termine della biodiversità animale in ambiente alpino.
I gruppi/taxa interessati dal monitoraggio sono: macro invertebrati epigei (ragni, carabidi, formicidi, stafilinidi, altri), lepidotteri, ortotteri, ornitofauna, mammiferi, vegetazione.
Il ruolo dello studio è duplice: avere una fotografia istantanea della biodiversità animale e costruire la fase “zero”, fondamentale per impostare il monitoraggio futuro. La ripetizione, con cadenza quinquennale, delle operazioni di campionamento consentirà di ottenere serie storiche di notevole valenza scientifica, che permetteranno di monitorare nel tempo le variazioni di biodiversità e di correlarle a cambiamenti climatici o di uso del suolo. La necessità di questo progetto è quindi di sostegno e mantenimento nel tempo, per cogliere le trasformazioni ambientali e le loro ripercussioni sulla fauna e sulla flora.
Monitoraggio della biodiversità animale in ambito alpino
 
Monitoraggio della biodiversità animale in ambito alpino

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